4. La grammaticalizzazione della particella pa nel ladino dolomitico
4.1. Analisi precedenti
fase, il fassano ha sviluppato l’uso convenzionalizzato dove la particella perde il suo contributo semantico, ma non è ancora obbligatoria. Successivamente pa diventa obbligatoria nelle domande wh in badiotto e infine in tutte le domande in gardenese.
Vista la somiglianza tra la particella n nel tedesco bavarese e pa, è possibile ipotizzare che i processi di grammaticalizzazione di queste due particelle siano simili. Infatti, si può notare che la grammaticalizzazione di denn/n proposta da Bayer (2012), ripetuta qui in (1), è simile a quella avanzata da Hack (2011) per pa:
(1) Pronome dimostrativo > Avverbio locativo > avverbio temporale > avverbio causale > MP denn > MP n > marcatore delle domande wh standard n
L’uso particolare di n in bavarese, ossia quello di marcatore delle domande wh standard, è considerato come una fase che costituisce un passo ulteriore del modello generale della grammaticalizzazione delle MP proposto da Abraham (1991: 173), ripetuto in (2):
(2) Localistic > temporal > logical > illocutive / discourse functional
Considerando la similarità tra pa e n, Hack (2014: 74) avanza un modello della grammaticalizzazione di pa come quello dato in (3), situando le varietà ladine nelle diverse fasi:
(3) Grammaticalizzazione della particella pa
Localistic > temporal > logical > illocutive / discourse functional > wh-question marker > general question marker
Fodom Fascian, Nònes Badiot/Mareo (Bavarian) Gherdëina
Figura 4: Il processo di grammaticalizzazione della particella pa (Hack 2014: 57)
Il modello in (3), quindi, propone un ulteriore prolungamento del modello generale di Abraham (1991) rispetto a Bayer (2012): il badiotto rappresenta lo stadio dove la particella funge da marcatore delle domande wh standard come n in bavarese, mentre il gardenese è un passo più avanti, poiché pa funge da marcatore interrogativo in generale.
Per quanto riguarda la posizione sintattica, tuttavia, i dati sincronici descritti nel capitolo precedente sembrano suggerire una differenza tra pa e n. Nel §2.4 ho analizzato il cambiamento della posizione sintattica di n come segue:
(4) T(Future)P > sopra VP (ma in IP) > ForceP
Quest’analisi tiene conto delle varie posizioni occupate rispettivamente dall’avverbio temporale denn, dalla MP denn e dal marcatore interrogativo n (v. §2.4 per la discussione). Ciononostante, non è possibile applicare lo stesso modello a pa, poiché la sua MP corrispondente appare in CP (cfr. §3.4). Poiché le MP che compaiono in CP sembrano avere a che fare con la proprietà V2 delle varietà gardenese e badiotta (§3.4), è possibile ipotizzare che questa differenza sia dovuta alla difformità di proprietà V2 tra il bavarese e il ladino dolomitico1. Diversamente dal bavarese, quindi, in ladino dolomico pa si è spostata nel corso della grammaticalizzazione direttamente a ForceP senza passare per la posizione occupata da MP in tedesco:
(5) T(Future)P > ForceP
Si noti che quest’analisi è in linea con il presupposto che anche le MP pu e pö occupino una posizione in ForceP (cfr. §3.1.2).
Questo processo è un tipico caso della grammaticalizzazione diacronica (v. §2.5), dove i parlanti hanno rianalizzato la particella:
We might hypothesise that at a certain point, speakers did not perceive the (broad) focus marking function of pa in wh-SVI-pa-constructions any more, but rather attributed the presence of the particle to the interrogative nature of the clause. (Hack 2014: 69)
1 Si noti che, come afferma Benincà (2013), la fisionomia del fenomeno V2 nelle lingue romanze può essere diversa da quella nelle lingue germaniche. La posizione delle MP in CP nelle varietà ladine andrebbe approfondita in questo quadro.
Secondo Hack (2014), inoltre, la grammaticalizzazione di pa rappresenta un cambiamento della strategia per soddisfare la feature wh*2, almeno per quanto riguarda le domande wh. Nelle varietà dove la particella non marca le domande wh standard, come il fodom e l’ampezzano, wh* viene soddisfatto tramite lo spostamento del verbo in FocP, dove la forza illocutiva interrogativa viene controllata (wh*move)3. Invece, nelle varietà dove la particella è obbligatoria per le domande wh standard, ovvero il gardenese e il badiotto, la feature wh viene soddisfatta con merge della particella pa (wh*merge). Infine, in fassano, la strategia adottata è lo spostamento del verbo, poiché la varietà non possiede la proprietà V2, ma le domande wh spesso implicano la presenza della particella pa. Hack (2014) etichetta questa varietà con wh*move/merge4.
In quest’ottica, quindi, la grammaticalizzazione di pa viene descritta come segue:
(6) Wh*move > wh*move/merge > wh*merge (Hack 2014: 73) Ampezzano Fassano Gardenese
Fodom Badiotto
Si noti che questo modello corrisponde a quello in (3).
Da un lato, la grammaticalizzazione di pa in diacronia vede la particella rianalizzata e le assegna una nuova funzione (come marcatore interrogativo). Questo processo presenta le tipiche caratteristiche della grammaticalizzazione diacronica (cfr. §2.5): la particella non ha un omofono e rientra in una categoria grammaticale chiaramente diversa da quella delle MP.
2 Si noti che l’analisi seguente basata su feature checking per pa è simile a quella per n in tedesco, il che è in linea con le similarità che le due particelle mostrano.
3 Come è descritto nel precedente capitolo, lo spostamento del verbo si ha anche nelle domande wh in gardenese/badiotto, come si vede dall’inversione soggetto-verbo:
(i) Can compr=i pa n liber? (Gardenese) Quando comprono-SCL pa un libro
“Quando comprono un libro?” (Hack 2014: 55)
Hack (2014: 72), tuttavia, ritiene che questo spostamento sia un’operazione volta a soddisfare la feature V2 e non quella wh.
4 Si noti che questo non vuol dire che in fassano si usa una strategia meno economica rispetto alle varietà con wh*move o con wh*merge, poiché la presenza di pa è facoltativa. La situazione del fassano, anzi, è considerata come una fase intermedia tra wh*move e wh*merge. Quest’analisi, tuttavia, verrà modificata nel §5.
Dall’altro lato, tuttavia, se consideriamo il gardenese e il badiotto come varietà a wh*merge, dovremmo analizzare lo spostamento del verbo come un’operazione indipendente dalla necessità di soddisfare la feature wh. Ciononostante, non sembra che il caso sia questo per due motivi: innanzitutto, come ho segnalato nel §3.5, la particella pa può apparire solo nelle domande dove il verbo è spostato. Ciò vuol dire che l’inserimento della particella e lo spostamento del verbo non sono due fenomeni indipendenti tra di loro. Il secondo motivo per cui l’analisi di wh*merge del gardenese e del badiotto andrebbe rivista è che la mancanza della particella non comporta l’agrammaticalità o la perdita del carattere interrogativo della frase, ma solo la forte focalizzazione del pronome interrogativo (cfr. §3.2.3 per il badiotto; §3.2.4 per il gardenese). Queste osservazioni ci fanno pensare che la feature wh e la feature V2 in gardenese e in badiotto siano soddisfatte allo stesso tempo da move del verbo come nelle altre varietà, mentre pa, come afferma Poletto (2000), serve a indicare l’elemento che riceve il focus, ossia l’intera frase o il pronome interrogativo5. Si noti, tuttavia, che questa analisi di wh*move in tutte le varietà non è necessariamente in contraddizione con il modello di grammaticalizzazione proposto in (3), poiché dal punto di vista pragmatico l’uso della particella in gardenese e in badiotto è chiaramente più grammaticale rispetto a quello in ampezzano o in fodom. Il modello in (6) mostra che la strategia del movimento in gardenese e in badiotto non è più valida per marcare le domande wh, mentre la stessa potrebbe invece ancora valere accanto all’altra.
Le domande sì/no non sono trattate in Hack (2011, 2014). Siccome in tutte le varietà si ha lo spostamento del verbo verso l’inizio della frase, la feature di questo tipo di frase (che chiamo Q) va soddisfatta con move (Q*move). Solo in gardenese, dove pa è obbligatorio affinché una domanda sì/no sia grammaticale, anche merge è necessario (Q*move/merge). In questa tipologia di domande in gardenese, quindi, si ha l’indebolimento della strategia move come nelle domande wh: move non è più valido come strategia per marcare le domande sì/no, ma potrebbe ancora valere insieme a merge.
Riassumendo, l’analisi proposta da Hack (2011, 2014) consiste nei seguenti punti:
5 Questo potrebbe richiedere la revisione dell’analisi per n in bavarese.
- le varietà dialettali del ladino dolomitico seguono il modello generale di grammaticalizzazione di MP di Abraham (1991);
- le varietà badiotta e gardenese suggeriscono passi ulteriori rispetto al modello di Abraham; mentre il badiotto si colloca in una fase uguale al bavarese riaguardo a n, il gardenese si localizza un passo più avanti;
- la grammaticalizzazione della particella rispecchia il cambiamento di feature checking nelle domande.
Nella presente sezione si è esaminata la grammaticalizzazione di pa come feature checking e si è suggerito che l’ipotesi andrebbe rivista almeno per quanto riguarda le domande wh. Nei prossimi paragrafi vengono prese in considerazione le prime due analisi.