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E. MASSIMO BONTEMPELLI –ROMA

ドキュメント内 Campanile e Cesare Zavattini (ページ 34-57)

Può darsi che tu ci mandi – e ti scrivo anche a nome di Campanile – un breve pezzo per il primo numero?

Inaugureresti tu una colonna riservata L’OSPITE DI GRAN RIGUARDO; è riservata cioè al medesimo.

Caro Bontempelli, tu capisci cosa vuol dire avere all’inizio di un’impresa giornalistica un appoggio come il tuo. Sento che non ti è estraneo tutto questo nostro fervore (io mi entusiasmo sempre, perdonami) e che questa volta ci darai proprio una mano. Sei il solo in Italia che ci possa aiutare autorevolmente.

La Redazione del SETTEBELLO è in via Sistina n° 121 Roma tel. 487. 906. Lì trovi Alberto Mondadori, Direttore della Sede di Roma della A. P. I., Achille Campanile e Guasta Redattore capo. I primi tempi ci sarò spesso anch’io. Dovremmo ricevere il tuo pezzo non oltre il 15 corrente mese.

Ti abbraccio e ti ringrazio (Cesare Zavattini)

*Urgentissime da evadere, 166

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Milano, 15 Aprile 1938-XVI

Egregio

Sig. ACHILLE CAMPANILE ROMA

Caro Campanile,

1) Prima di partire ho parlato ancora con Mezio, il quale ha le migliori intenzioni. Egli verrà da te, e se tarda puoi telefonargli, e tu gli dirai tutto quello che vuoi circa la rubrica. Sono sempre più convinto che la può fare molto bene. Per il compenso devi dire, secondo me, che lo stabiliremo dopo la prima puntata, ma che stia tranquillo, non lo tratteremo male. Siccome dovrà perderci un po’ di giorni, se gli potrai parlare oggi sarà una bella cosa.

2) Ho visto in stazione Scaccia. Egli è sempre con noi e ci starà. Gli ho detto che definiremo la faccenda finanziaria alla mia prossima venuta. Era un pochino sconcertato delle tue osservazioni: come tutti i giovani, anch’egli è convinto di fare alla perfezione. Dice che hai ragione per la lunghezza e che ti accontenterà, ma che per lo stile egli non può mutarsi. Gli ho spiegato che noi siamo severissimi con tutti a cominciare da noi e che questo dev’essere un dovere proprio in principio.

3) Nella testata bisogna mettere: Direttori: Achille Campanile e Cesare Zavattini. È desiderio esplicito di Mondadori, e del resto è giusto e utile, aggiungo io. In fondo al giornale si mette il Comitato Direttivo e il Direttore Responsabile. Ma se hai osservazioni in proposito da fare, non fare complimenti.

4) Marchesi spedirà la sua roba domani. La sta rivedendo, l’ho controllato. Idem Boccasile. Ho commissionato a Munari gli stemmi e la vignetta per avari.

5) Ecco che cosa mi ha risposto Mosca:

“Caro Zavattini, ho ricevuto la tua lettera che mi ha meravigliato oltremondo.

Grazie a Dio, sono ancora in grado di andare avanti nella mia professione senza rubare idee a nessuno.

Parlammo insieme, se ti ricordi, e con piacere ci accorgemmo che tutti e due avevamo in mente l’idea della critica teatrale, letteraria, cinematografica, ecc. (niente di originale, del resto, perché non c’è giornale si può dire, che sia privo di questo elemento).

Io ho adottato l’idea per il Bertoldo, nessuno ti impedisce di adottarla, e meglio di me, nel Sette Bello.

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Ricambiando i distinti saluti, e avvertendoti che con piacere e senza nessun timore verrò, ove sia necessario, di fronte ai sindacati.

6) Non ho ancora ricevuto niente da Bontempelli, ma gli starò alle calcagna. Così fai tu con Palazzeschi e Baldini.

ALBERTARELLI = Gli ho commissionato il vignettone.

STEINBERG – Digli che domani sabato parlerò con Marcier e magni in modo da tenerli su. Appena Steinberg sarà a Milano impianteremo immediatamente il supplemento sul cui formato siamo d’accordo. Vi porterò giù, poi io un menabò avanzato per sentire il vostro parere. Intanto se hai qualche suggerimento da darmi, scrivimi così ne tengo conto nell’impianto del menabò del primo numero.

7) Ho cenato con Metz, il quale mi ha tranquillamente detto, e lealmente, dice lui, che se usciremo con una buona idea, egli ce la fregherà senz’altro. Metz sapeva due vignette delle nostre. Bisogna proprio che agiamo come se invece di fare un giornale facessimo un piano di guerra. A proposito, a Mezio, al quale dovrei dire molte cose e che dovrà mettersi in contatto con molta gente, non bisogna invece intralciare la strada con dei divieti: che Dio ce la mandi buona, ecco tutto.

8) Se è necessario verrò giù prima, altrimenti verrò giù il 22 aprile che è l’ultimo giorno della consegna del materiale.

Nient’altro per ora, ti scriverò ogni giorno.

Tanti saluti a te, al carissimo Guasta, a Steinberg.

Tuo ZA

*Urgentissime da evadere, 167

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MILANO, 20 Aprile 1938 – XVI

Egregio

Sig. ACHILLE CAMPANILE Via Sistina, 121 ROMA

Steinberg sarà li venerdì mattina e resterà i giorni necessari per il completamento del giornale. Marchesi e Brancacci vi faranno avere assolutamente non oltre venerdì mattina i loro pezzi corretti.

Mucchi, come vedrai, non ha dato buona prova; ma c’è quel Marcier che credo andrà magnificamente.

Anche Magni funziona, idem Boccasile. Stiamo cercando con qualche speranza un altro disegnatore o due nuovissimi.

Spero che Patti si sia fatto vivo, è indispensabile.

Che cosa ne dici di questo “slogan” per il 7bello: il settimanale che ha fatto ridere Amilcare Bo. Ripetere questa frase sempre costantemente e tranquillamente. Poi diremo chi è Amilcare Bo, cioè un vero e proprio personaggio che non ha mai riso, ecc. ecc.. Abbiamo cioè una frase pubblicitaria insolita e un personaggio di cui potremo servirci chi sa in quante maniere.

A quest’ora avrete ricevuto anche il materiale umoristico straniero.

Ho telegrafato e sollecitato anche per lettera Bontempelli.

Io verrò giù appena è necessario. Spero che Steinberg potrà portar giù anche il mio pezzo.

Alberto mi dice della modifica dell’ultima pagina, quello che fai tu è ben fatto.

Io credo che dobbiamo far tutto il possibile per uscire nel giorno stabilito ma che non dobbiamo massacrare il giornale per uscire in quel dato giorno: meglio ritardare una settimana.

Ti saluto e ti ringrazio di tutto tuo Zavattini

Spero di comunicarti venerdì una grossa cosa pubblicitaria!!!!!!!

*Urgentissime da evadere, 168

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MILANO, 22 Aprile 1938 – XVI

Egregio

Sig. ACHILLE CAMPANILE Via Sistina, 121

ROMA

Caro Campanile,

avrai visto la seconda cattiva azione compiuta da quelli del “Bertoldo”. Il giornale Luigi era un’invenzione di Steinberg, un’ottima invenzione e loro si sono appropriati, avendo saputo che dovevamo farla noi, di una cosa non loro. Hai visto che anche la vignetta del duello parte da quella nostra che Metz mi disse ufficialmente di aver già saputo.

Ora ti dico in confidenza che spero entro pochi giorni di far compromettere questa gente che non ha la minima dignità professionale. Non so se è il caso di avvertire Casini, sono certo che la cosa non lo lascerebbe indifferente. Qui non si tratta di concorrenza, ma di cattive azioni premeditate tanto più gravi in quanto che sono commesse da giornalisti.

Abbiamo noi pensato di carpire una sola virgola al “Bertoldo”? Noi ci siamo solo preoccupati invece di evitare qualunque somiglianza (e sì che questa gente a noi e in un mondo particolare a te deve ben tante cose).

Io non sono disarmato, ma bisogna avere il coraggio di dire che ci hanno fregato due cose importantissime.

Coraggio, troviamone delle altre.

Vedo con piacere le vignette di Manzi, questo suo ultimo genere è davvero simpaticissimo, abbiamo un disegnatore sul quale contare, mi sembra.

STEINBERG – Stiamo pensando con lui qualche cosa che sostituisca degnamente il giornale Luigi.

PUBBLICITÀ – Io credo che ci sia troppa pubblicità al nuovo Settebello nell’attuale Settebello. Nel prossimo numero dovrebbe bastare un riquadro tipo quello in prima pagina che è venuta disastrosamente, vedo. Parlare con Guasta. Decidete voi, io vi ho detto le impressioni mie e di altri.

MARCHESI – Sta rifacendo la roba e te la manderà domani. Per non smontarlo, siccome si era un po’

smontato, gli ho detto di mandare anche la rubrica del grasso, potendosi dare che tu la userai subito non come rubrica da personaggio ma con un altro concetto (credo sia possibile e mi pare che sia una rubrica con delle

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possibilità).

VIVIANI – Mi dicono che Raffaele Viviani ha delle possibilità di prim’ordine per un pezzo interessante, napoletano. Se ti pare giusta l’idea potresti metterti senz’altro in comunicazione con lui. A naso credo che un breve pezzo di Viviani avrebbe la sua influenza per il pubblico, figurati nel meridione.

PATTI – Spero che l’abbiate rintracciato. È l’uomo che ci può fare due pezzi tutti e due di classe e darci perciò una maggior tranquillità. Egli dovrebbe proprio impegnarsi seriamente con noi.

ZAVATTINI – Io avrei voglia di fare la prima lettera indirizzata agli umoristi: sarebbe una lettera nella quale farei capire molte delle cose avvenute parlando di noi umoristi come una specie di confessione davanti al pubblico. Mi dirai francamente se ti pare opportuno. A ogni modo la leggerai martedì così giudicherai sullo scritto.

BONTEMPELLI – Gli ho tornato a scrivere pregandolo e ripregandolo che mandi il breve pezzo. Sai com’è. Può darsi e non può darsi. Se Baldini accettasse! Io pensavo a proposito che se vogliamo staccarci ancor più coraggiosamente dalla forma attuale dei giornali umoristici, bisogna proprio che mettiamo a fuoco l’idea di far collaborare gente non professionalmente umoristicanon solo nella rubrica “La verità su:…”, ma anche variamente.

MEZIO – Mi dici ora per telefono che Mezio si trova in difficoltà. È possibile associare Mezio e Talarico?

Secondo me la rubrica dovrebbe essere fatta così: 10, 15, 20 pezzi, uno breve, uno brevissimo, uno lungo che tocchino cinema, teatro, radio, sport, letteratura, pittura, ecc. Un pezzo può essere il ritaglio di una notizia di giornale, per cominciare dall’esempio più facile con due righe di commento; un pezzo che sarà a turno la risposta di qualcuno a una nostra inchiesta su temi di attualità; un pezzo di “riceviamo e pubblichiamo”; un pezzo che potrebbe essere la telefonata di Maccari, cioè Maccari ogni settimana ci telefona una certa sua idea su qualche cosa, sul Giro d’Italia o sull’esposizione del [1]941; un pezzo che può essere “andate a vedere questo, non andate a vedere questo, leggete questo non leggete quest’altro”, un pezzo riservato al lettore che ha diritto di esprimere il suo parere per quel mese su un tema per il mese dopo su un altro tema; un pezzo che può essere un ritrattino satirico di qualche persona, che il lettore deve individuare; a tutta questa cosa, e ripeto, deve toccare con vari titolini molti temi, deve sopraintendere una persona perché tutto abbia un equilibrio un orientamento e soprattutto una morale, l’imparzialità. Ci vuole un giornalista nel vero senso della parola, che si serva di tutto quello di cui si può servire: da noi della redazione ai collaboratori lontani e al suo lavoro di lettura, di ritaglio, ecc. Per me è la rubrica capitale del giornale che firmerei IL SETTEBELLO, tanto che non deve essere passata in tipografia senza che tu l’abbia ogni volta letta attentamente; quella rubrica nella quale a ogni asterisco il lettore può incontrare una cosa interessante critica spregiudicata: tutte le voci devono passare da questo microfono. Niente umorismo qui, ma ironia, spregiudicatezza, ecc. Credo che in due non siano

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troppi a farla, ma io le darei tre colonne, non meno assolutamente. Forse mi spiego da cane, ma io la vedo chiara e facile anche se laboriosa. Martedì se mi metterai a contatto con gli incaricati, riuscirò a voce a spiegarmi definitivamente.

Domani faremo una riunioncina per trovare qualche battuta in modo che i disegnatori di qui possano approntare qualche altra cosa per martedì.

Come saprai molto facilmente noi ci uniremo alla squadra di Mario Vicini così il nostro nome avrà una magnifica pubblicità. Se noi usciamo il giorno 5 dovremo occuparci nel nuovo “Settebello” del Giro d’Italia, altrimenti Guasta se ne dovrà occupare lo stesso nel vecchio, data la stragrande importanza della cosa. Ma faremo a tempo a decidere tutti e tre assieme martedì essendo il numero successivo quello in questione.

TESTONI – Deve averti mandato della roba. È un elemento in gestazione ma che ci darà delle soddisfazioni, io spero.

Ti abbraccio con Guasta e arrivederci, caschi il mondo, martedì mattina tuo Zavattini.

*Urgentissime da evadere, 170

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Milano, 5. 1938-XVII°

Egr. Sig.

ACHILLE CAMPANILE SEDE DI ROMA

Caro Campanile,

il primo numero è alquanto difettoso, ma ti dico subito per consolarti che l’accoglienza del pubblico alla nuova veste è stata soddisfacente anzi più che soddisfacente.

Il secondo numero sarà naturalmente più curato ed il terzo, ecco la buona notizia, consterà di 32 pagine e avrà una carta migliore (spero che la carta migliore ci sia già nel secondo, ma non è facile). Aspetto le tue osservazioni. Io credo che il Giornale a 32 pagine avrebbe una fisionomia positiva: a 24 è un po’ magro. A 32 pagine giurerei che riuscirebbe ad aumentargli 10.000 copie entro la fine dell’anno, per poi proseguire.

Sto avendo dei guai con il borderò, la Ditta me lo ha ridotto, perché avendo perso dei quattrini sino a ora con il “SETTEBELLI” ora si mette su un piano di maggior economia.

Per questo prendo il coraggio a due mani, e ti dico che se tu mi mandassi per ogni numero qualche altra cosetta oltre la colonnina di pagina 2, io avrei da te anche un vero contributo alla risoluzione dei grattacapi del borderò. L’ideale sarebbe, oltre alla colonnina di pagina 2, il personaggio. Ti prego di riflettere su questo mio desiderio ed esprimi con tutto il cuore.

Dico il personaggio, ma qualunque altra cosa purché tua, andrebbe magnificamente. Se credi potresti fare:

il personaggio a pagina 2 e per il resto qualunque altre cosa.

Mi sono dimenticato di scriverti che affidavo a Marotta il “CHIARO E TONDO” ma avevo già il tuo benestare per Marotta nel passato.

Scrivimi, saluti tuo Zav

*Urgentissime da evadere, 171

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Milano, 2 giugno 1938-XVI°

Egr. Sig. CAMPANILE presso il Settebello Via Sistina 121 ROMA

Caro Campanile,

dovevo venire a Roma da 15 giorni. Per questo non ti ho ancora scritto. Ma spero che Alberto sia stato un buon legame fra me e te.

Il Settebello incomincia a muoversi mi sembra e io guardo l’avvenire con fiducia perché possiamo fare molto meglio in quanto che ci organizzeremo molto meglio. Sino ad oggi siamo andati avanti un po’

antologicamente, frammentariamente, ma se non erro da sabato comincia una vita nuova per la redazione milanese, cioè dovreste ricevere maggiore e migliore merce.

Ad ogni modo sono certo che anche nella forma attuale vi sono 4 o 5 cose nel Settebello di grande classe e che giustificano quei riconoscimenti che credo di aver potuto notare nell’ambiente migliore.

Leggo sempre i tuoi pezzi con grande diletto e credo sia stata proprio una vera trovata quella di metterti in quel modo nella prima pagina.

Il nostro debole sono le battute, ma deriva dall’organizzazione imperfetta, cioè gli uomini ns. sono ancora volanti e non raccolti in unità di spirito intorno a un tavolo con una sede fissa come sarà per Milano, ti ripeto, da dopodomani.

Intanto ti abbraccio nella speranza di ricevere qualche tua parola e qualche tuo consiglio.

ZA

*Urgentissime da evadere, 173

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Milano, 10 Giugno 1938-XVI°

Egr. Sig. ACHILLE CAMPANILE presso il SETTEBELLO ROMA

Caro Campanile,

Grazie della tua lettera. Rispondo punto per punto.

1) Ritratti di Steinberg – Hai ragione. Provvedere subito

2) Marcier – farò il possibile per ottenere da lui maggiore divertimento, gli parlo oggi stesso.

3) Signor Antonio – Sentirò cosa ne pensano i colleghi qui. Non ho nessuna idea fissa circa il Sig. Antonio.

Se Voi lo credete sbagliato lo cambiamo. A me la cosa piaceva pensata, ma realizzata non ha mai avuto l’esclamativo giusto, a cominciare dalla faccia.

4) Boccasile – Non si ripeterà più il fatto lamentato. Nella riunione di ieri ci siamo messi in regola, cioè siamo in grado di distribuire il venerdì sera le battute in modo che martedì tutto il materiale sia nelle nostre mani.

5) Terza pagina – D’accordo con l’ospite, mettiamoci l’ospite solo eccezionale.

La pagina dei personaggi non ha dato i risultati che si credevano per la sua veste tipografica. Io credo che il difetto sia proprio nel modo come l’abbiamo realizzata, ma siccome è vero che così non va, cambiamola senz’altro.

6) Marchesi – Ha attraversato un periodo eccezionale per la rivista sua e di Testoni, dato la Triennale. Ora s’è messo in regola.

7) Chiaro e Tondo – Condivido quello che dici, bisogna far affluire anche da Milano il materiale.

Io credo che i temi del “chiaro e tondo” non siano (vedi l’ultimo numero) tutti a posto. Quell’attacco ai pittori, anzi a certi pittori della Triennale mi pare ingiusto e va fuori del ns. compito. Perché quei 3 lì e non altri 3? Bisogna che stiamo attenti, dare un tono di grande obiettività e di severità ai ns. pezzi, così c’è come una scrittura un po’ affrettata e un giudizio da giornali di tendenza, non di un giornale nazionale.

Ed anche quella faccenda degli alberi da farne bastoni ecc. ecc. mi sembra troppo forte.

Non mi stancherò mai dire, pur sapendo che dai dire al fare c’è di mezzo il mare, che gli argomenti del

“chiaro e tondo” devono interessare tutta l’Italia e che più gente ci collabora meglio è. Io non so se Monicelli

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ci scrive ma il suo compito non doveva essere quello di scrivere, perché i giovani in “chiaro e tondo”

difficilmente possono trovare il tono giusto, ma quello di raccogliere il materiale degli altri.

Io credo che ti darò un notevole contributo da Milano.

Ti ricordi che ti parlai di Carlo Veneziani? Egli collaborerebbe volentieri al giornale; cosa ne dici? Cosi pure il pittore Schipani.

Se mi sai dire qualche cosa su questi due temi, te ne sarò grato.

Scrivi più spesso e sarà un vero guadagno. Io ti risponderò sempre in giornata.

Mi pare che il Settebello abbia qualche parte veramente indovinata e caratterizzata; ciò che ancora non è al punto è l’organizzazione, ma questa settimana mi sembra che si sia finalmente fatto un grande passo avanti.

Ti faccio tanti auguri e ti prego di scrivermi sempre con la più grande franchezza i tuoi desideri, io farò il possibile per accontentarti velocemente. Ti abbraccio. Tuo Za.

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MILANO, 19 Ottobre 1938 - XVI°

Illustre Sig. ACHILLE CAMPANILE SEDE DI ROMA

Caro Campanile,

ho avuto la conferma ufficiale del trapasso a Milano del Settebello a cominciare dal n. 261, ma soprattutto ho avuto oggi la decisione circa la sua veste milanese.

Il giornale sarà stampato in rotocalco, formato 27 e 1/2 X 12 e 1/2 circa, 24 pagine, prezzo cent. 50.

Come ti dissi le mie idee sul Settebello sono molto semplici:

1) abbonare con i disegnatori, creando qualche altra storiella tipo leone e qualche personaggio. Questo lo farei dal primo numero.

2) Dargli un carattere meno antologico, servendomi cioè degli elementi sottomano per dei servizi settimanali, direi da quotidiano; quindi rendere dinamico e in certe parti creare di settimana in settimana il Settebello.

Io continuo a fare la mia lettera e tu farai quello che crederai, giacché il giornale avrà per caratteristica l’attribuzione di pagine intere a un disegnatore, a uno scrittore; pertanto, il tuo pezzo potrebbe conservarsi di preferenza sul tipo lungo che su quello breve.

Ad ogni modo, caro Campanile, questa e la precedente mia idea sono tutte sospese sino a quando non avrò il tuo benestare. Se poi tu volessi fare una scappata a Milano non oltre martedì prossimo, potremmo concertare insieme il primo numero.

Domani, gioverì, sarò a Roma e spero di farti una telefonata se non riparto col rapido delle 14.15, (in tal caso farei appena in tempo a scendere dal treno, correre al Ministero e ripartire). Aspetta quindi, ti prego, giovedì sera a rispondermi, quando sarai certo cioè che io non sarò più a Roma,

Ti abbraccio.

Tuo ZA

P. S. Sabato, ore 16, abbiamo una riunione generale; se ci sarai anche tu, meglio.

*Urgentissime da evadere, 186

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