FIRENZE ■III SABATO 17 SETTEMBRE 2011
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sai più bassa della media euro- pea e degli obiettivi di Lisbona: poco più del 47% contro un 60/70% e paradossalmente il basso tasso di occupazione non corrisponde a più alti tassi di na- talità, anzi». Solo una spirale perversa. L’«inospitalità» del mercato del lavoro verso le don- ne dipende secondo Vallauri,
«soprattutto dall’insufficienza dei servizi che invece rendereb- bero il lavoro più facile e più se- reno». In più, ecco la manovra.
«Immagino che, essendo stata fatta così di corsa, il legislatore non abbia minimamente ana-
tagliando i fondi agli enti locali si rischia di mettere in pericolo parte dei servizi pubblici finora erogata. In quale misura dipen- derà dalle effettive cifre dei tagli e dalle scelte dei singoli enti lo- cali che saranno costretti a fare delle scalette di priorità sui ser- vizi da erogare». Ma Vallauri non è sorpresa: «La manovra è l’ulti- ma goccia ma basta ripercorrere le gesta di questo governo per vedere che c’è un filo che viene da lontano, un modello che ten- de a sfilare sempre più dallo Sta- to il peso del welfare per affidar- lo alle famiglie e alle reti sociali». lizzato gli effetti che avrebbe
avuto su gruppi di cittadini di- versi, nel caso del lavoro su don- ne e uomini». Se dovesse peggio- rare quantità e qualità dei servi- zi erogati le conseguenze per le donne sarebbero pessime. «E’ evidente - dice la studiosa - che
L’analisi di Maria Luisa Vallauri, ricercatrice alla facoltà di giurisprudenza: la manovra è l’ultima goccia
Lavoro in rosa, il mercato è inospitale
“Colpa dell’insufficienza dei servizi”
ILARIA CIUTI
DONNE e lavoro, il piatto italia- no piange. Siamo assai indietro in Europa e la manovra rischia di assestare all’universo femmini- le, in particolare, un altro colpo esiziale. Un aspetto, manovra e donne, scarsamente messo in ri- lievo anche dai più fieri opposi- tori del provvedimento del go- verno. Eppure. Il rischio è che i tagli del governo costringano inevitabilmente gli enti locali a ridurre i servizi pubblici e, «sic- come viviamo in una società do- ve prevale ancora il modello tra- dizionale per cui il peso della cu- ra di bambini e vecchi è affidato in maggior parte alle donne», è facile immaginare che le conse- guenze della manovra andran- no a colpire ancora di più l’altra metà del cielo fino a dividere il mercato del lavoro tra «ricche» e
«povere», quelle che potranno permettersi la baby sitter e quel- le che no. Aggiungendo povertà a povertà e dividendo la popola- zione femminile per censo e per aree. Chi parla è Maria Luisa Val- lauri, ricercatrice di diritto del la- voro alla facoltà di giurispru- denza dell’università di Firenze. Già il quadro iniziale non con- sola: «L’attuale media dell’occu- pazione femminile in Italia è as-
Primo esempio di quest’im- presa il Libro bianco prodotto dal ministro Sacconi del 2009 («Libro bianco sul futuro del modello sociale, La vita buona nella società attiva»), dove Sac- coni, fa notare Vallauri, descrive
«un sistema sociale basato su un welfare familiare e affidato alla comunità intermedia, dal vo- lontariato alla rete sociale». Se- condo esempio, continua, «l’ac- cordo sulla conciliazione lavo- ro-famiglia dello scorso 8 marzo in cui il governo concorda sì con le parti sociali una serie di prov- vedimenti come il part time o l’orario flessibile ma non ci met- te nessun impegno economico da parte sua affidando tutto alla buona volontà delle aziende». E ora la manovra. Un cammino coerente verso un «welfare ini- quo che permetterà il lavoro alle donne che possono pagarsi l’a- silo privato, la baby sitter, la ba- dante, oppure a quelle che han- no alle spalle una famiglia che le aiuta, e ridurrà a casa le altre». Il lavoro, un lusso. E una discrimi- nazione. «Oltretutto affidata in gran parte alle scelte degli enti locali che ovviamente variereb- bero da regione a regione. Altro motivo di disuguaglianza», con- clude Vallauri.
(segue dalla prima di cronaca)
T
RE figli e un lavoro da com- messa da Coin, simile a quello di tante altre lavora- trici di qualsiasi grande magazzi- no. Serena Burberi racconta una storia fatta di arte di arrangiarsi, di giorno per giorno, di asili nidi, scuole materne, nonni e fatica.Tre figli, sono roba.
«Ma non sono fatica, sono una grande fortuna. E’ l’organizza- zione che manca».
Eppure lei lavora part time
«Con tre figli di questi tempi è una scelta quasi obbligata. Ma è un part time cosiddetto verticale, due giorni liberi e gli altri si lavo- ra. Comunque sono fortunata a potermelo permettere, siamo in due a lavorare e mio marito fa l’in- segnante. Perché si lavora meno ma si guadagna anche poco. Le mie colleghe che lavorano full ti- me, soprattutto quelle con l’ulti- mo contratto che lavorano anche tutte le domeniche, tutte dico, i fi- gli non li vedono e si ammazzano di doppio lavoro e di stress».
Lei come ha fatto?
«Asili nido, scuole, marito e nonni. Ma i nonni stanno invec- chiando. Ora i ragazzi sono un po’ cresciuti ma l’impegno non è mi-
nore. Le femmine hanno undici e sette anni. Il maschio viene quin- dici mesi dopo l’ultima e compirà sei anni a ottobre. Ora vivo a Scandicci ma quando è nata la prima stavo a Firenze. Da princi- pio non sono riuscita a conqui- stare l’asilo nido, solo la ludoteca la mattina o il pomeriggio».
E allora?
«Allora mi sono salvata con il part time, se non c’era la ludote- ca c’ero io. Mi aiutava la mamma. Poi per gli altri è stato più facile. Sono rientrata nelle graduatorie. Ma mi è andato via tutto lo sti-
pendio di 800 euro. Con mio ma- rito arriviamo alla fascia alta del- l’Isee: 400 euro al mese per il figlio al nido. Ma con tre bambini non ce la facciamo. E anche adesso, spendo circa 10 euro al giorno per la mensa di due figli alle elemen- tari che per fortuna fanno il tem- po pieno».
La sua giornata?
«Mi alzo alle 7 e fino alle 22.30 non mi metto a sedere. L’orario del commercio è inconciliabile con la famiglia. Un nastro che va dalle 10 alle 20 di sera, all’inter- vallo pasto non si riesce a tornare
a casa, è tempo buttato: stiamo tutte lontano e io che sto bene ri- spetto a chi non ha la tramvia o a chi sta a Empoli, non torno a casa prima delle 20.45. Non è facile con tre ragazzini».
E i pasti?
«Per fortuna i due più piccoli sono a scuola. Ma per la maggio- re che ora mangia a casa, per le malattie o gli imprevisti devo la- sciare tutto pronto, Se si tratta dei piccoli viene la mia mamma. Chi non ha parenti non sa come fare».
Le malattie dei ragazzi?
«Ci sta mio marito che ha 30
giorni liberi in un anno per le ma- lattie dei figli, mentre noi nel commercio ne abbiamo solo 5, dico 5. Oppure i nonni. Ma, pasti, malattie, imprevisti, necessità varie, non c’è mai una soluzione univoca, va inventata giorno per giorno. La fatica è anche quella di non aver mai la mente libera, pensare sempre come arrangiar- si. Se ci fosse un’organizzazione, una si rilasserebbe. E invece ora con i tagli della manovra immagi- no che peggiorerà. Penso per esempio al nido-scuola materna sperimentale che ha frequentato mio figlio a Scandicci e che temo sparirà. E’ stata la più bella espe- rienza fatta con i miei figli. C’è poi un’altra cosa che soprattutto mi turba».
Quale?
«La guerra tra poveri. Siccome i posti nei nidi mancano, si sente in continuazione inveire contro gli extracomunitari che passano avanti. Ma come dire a uno che magari fino a ieri aveva le bombe sulla testa che non deve avere neanche il nido per i figli? E’ giu- sto che abbia la priorità: non so- no le graduatorie sbagliate, sono sbagliati i posti che mancano». (i.c.)
L’intervista Il posto di commessa da Coin, i bambini, il marito insegnante: “L’orario del commercio è inconciliabile con la famiglia”
Serena, tre figli e l’impiego part time
“Ogni giorno va trovata una soluzione”
PONTASSIEVE
Qui le famiglie numerose (con 3 o più figli) hanno la family card che dà diritto a sconti nei negozi convenzionati e presso professionisti. Partito 5 mesi fa il progetto voluto dal sindaco Marco Mairaghi ha raddoppiato gli iscritti
PD A CONVEGNO
Oggi il Pd toscano fa il punto sulla situazione della scuola in un convegno organizzato in via Cavour 4 dalle 10,30. Partecipano Enrico Rossi, Stella Targetti, Daniela Lastri, Andrea Manciulli, Vittorio Bugli, Francesca Puglisi, docenti e esperti SAN GODENZO
Oggi a San Godenzo si inaugura la scuola elementare “Senza Zaino”: i bimbi non metteranno più i libri in cartella a fine lezione perché lavoreranno in classe con schedari, computer e giochi. A casa soltanto i quaderni per fare i compiti
SAN CASCIANO
Per sostenere i servizi sociali in tempi di crisi a San Casciano Val di Pesa è “spuntato” un tesoretto di cinquemila euro grazie alla scelta dei cittadini che hanno destinato il 5 per mille al Comune come aveva chiesto il vicesindaco Luciano Bencini
I punti
Il rendering del progetto della Menarini
“Il governo tende a
sfilare sempre più
dallo Stato il peso
del welfare per
darlo alle famiglie”
TUTTI ALL’ASILO Bambini in un asilo, via a nuove iniziative; sotto Daniela Lastri
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I numeri
COSÌ A FIRENZE Sono 550 i bambini in lista d’attesa per un posto al nido a Firenze E’ il dato aggiornato a ieri di Palazzo Vecchio
550
COSÌ IN TOSCANA Sono 7050 i bambini in Toscana ecslusi dai nidi. Lastri del Pd (nella foto) propone di creare strutture intercomunali
7050
CONTRIBUTO REGIONALE I Comuni raccolgono le richieste delle famiglie escluse dai nidi, la Regione le finanzia con un bonus di 2000 euro
2000
GLI ASPIRANTI Sono 2676 le domande presentate quest’anno a Firenze per entrare ai nidi pubblici, che hanno solo 1293 posti
2676
La mente
La fatica è anche quella
di non aver mai la mente
libera, se ci fosse
un’organizzazione, una
si rilasserebbe
Serena Burberi, sposata, madre di tre figli, commessa ai magazzini Coin